Artigianato, nuovo programma reg. di sviluppo

“È indubbio che la Liguria debba elaborare un nuovo programma regionale di sviluppo, che tenga conto della fase storica in cui siamo entrati ed elabori strategie condivise

: tra i settori che attendono azioni immediate, l’artigianato e le microimprese, fortemente penalizzate dall’epocale lockdown degli ultimi mesi. Ma, non è guardando con rammarico al passato che troveremo le soluzioni per il futuro. È, piuttosto, imparando a leggere le criticità e i punti di forza del passato che sapremo affrontare le sfide del futuro. E, uniti, vincerle”, dichiara il consigliere uscente e candidato alle Regionali 2020 Andrea Melis. 

“È vero: la nostra regione ha un punto in più in percentuale di microimprese rispetto all'Italia - continua Melis commentando il documento -. Giusto dunque l’appello a valorizzare il ruolo dell'artigianato e delle microimprese come leva di sviluppo economico e culturale. Giusta poi l'idea di estendere a tutti il marchio di qualità, appoggiamo l'invito a concedere maggiore fiducia alle aziende. E qui il comparto bancario può e deve fare di più: bene la proposta di attivare un sistema di valutazione dell'operatività delle banche, con un tavolo di confronto costante”. 

“Fisco, incentivi, credito e pagamenti attendono da tempo politiche più eque: sarà vitale, allora, ridurre il carico fiscale e amministrativo sulle imprese, così come agevolare la creazione d'impresa e attirare nuove attività produttive, anche individuando risorse certe, spendibili e ben programmate come possono essere i fondi comunitari. Emerge poi chiaramente anche la necessità di supportare e migliorare le condizioni di accesso al credito e agli strumenti di finanza innovativa; riorganizzare il sistema dei pagamenti e dei rapporti con gli enti di riscossione; e semplificare le procedure di accesso e di pagamento dei lavori pubblici”. 

“Tra gli obiettivi per accrescere la competitività, vi è piena coerenza con il nostro programma: da tempo auspichiamo si sviluppi una politica di internazionalizzazione per “fattori” (leggi: Liguria) e non per “settori” (cioè: turismo, artigianato, industria, agricoltura). In quest'ottica, va promosso dunque il “sistema Liguria”. Che, per essere competitivo e rendere agevole e veloce lo scambio di merci, persone e conoscenze nel nostro territorio, deve puntare sulle opere infrastrutturali”. 

“Vitale poi sarà snellire la burocrazia. Auspichiamo vengano raggiunti gli obiettivi. Tra cui: facilitare l'accesso alle informazioni e alle banche dati; allineare i tempi della PA ai tempi delle imprese, abbattendo i tempi di erogazione delle risorse e dei servizi pubblici; favorire il rispetto delle regole e ridurre il fenomeno dell’abusivismo”. 

“Impresa virtuosa fa poi rima con competenze. Ne va dunque da sé che sarà vitale adeguare l'offerta formativa del futuro alle esigenze delle realtà produttive del territorio, attivando sinergie certe tra scuola e lavoro. In quest’ottica, barra a dritta sulle opportunità offerte dai fondi comunitari (FSE) e su un loro uso condiviso per sostenere e qualificare l’occupazione nelle microimprese e nell’artigianato”, conclude Melis.

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