Moria ligure del lavoro femminile?

Le statistiche occupazionali su base d’area segnalano alcuni dati che fanno riflettere. Nel 2016 l’occupazione ancora una volta risulta trainata dalle costruzioni, con i suoi 31.911 addetti;

di cui ben poco si sa riguardo alle loro modalità di inquadramento contrattuale. Ossia il sospetto di un’ulteriore contrazione sul fronte dei diritti.
Fatto gravissimo già in materia di civile convivenza, che va letto affiancandolo alla rilevata mattanza di lavoro femminile; che ancora ad anno in corso registra una perdita di circa 12mila posizioni occupazionali. Con un divario tra maschi e femmine ormai attestato a ben 17 punti.
Si potrebbe dire un fenomeno locale in cui rimbalzano dinamiche ben più vaste, che corrispondono a un generale arretramento dell’elemento di genere nella società. Fatto sta che tutte le chiacchiere ascoltate in questi anni sull’opportunità di una crescente femminilizzazione delle organizzazioni in senso lato, si sono rivelate illusorie e sostanzialmente ingannevoli. Con l’altra metà del cielo imprigionata nei modelli grossolanamente al maschile della “donna in carriera” e della “velina”. E sono alcuni decenni che tale arretramento è in corso; come scriveva tre anni fa l’economista Maria Grazia Turri, curatrice del “Manifesto per un nuovo femminismo”: «dopo più di trent’anni di una cultura che esalta con tutti i mezzi a disposizione l’individualismo non possiamo non pensare che i nostri comportamenti, le nostre esperienze e le nostre riflessioni ne siano rimasti immuni, così il femminismo non ne è stato esentato e ha alimentato, dato vita e via libera a forme articolate, diffuse e permeanti di individualismo e al suo risvolto psicanalitico, il narcisismo. E quest’ultimo è diventato così una malattia sociale e non solo individuale».
Nel frattempo è andata dispersa la capacità delle donne di raccordarsi per fare valere le loro legittime istanze. Un esito che ha comportato il generale impoverimento. Economico, sociale e perfino culturale.
Negli anni Settanta fa un tipo come Donald Trump si sarebbe morso la lingua, piuttosto che uscire con certe affermazioni intollerabili. I diritti delle lavoratrici non sarebbero stati disattesi nell’attuale, sostanziale, indifferenza.

Pierfranco Pellizzetti

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