Sopravviveremo al 4 dicembre?

Mentre viene discussa la manovra finanziaria 2017, la situazione confusionale del dibattito pubblico italiano si rivela in tutta la sua sconcertante evidenza.


Stando a quanto si legge sui giornali, riemerge da qualche anfratto dell’italica follia perfino il “rieccolo” per eccellenza: il Ponte sullo Stretto. “Per rilanciare l’economia del Sud” propone Area Popolare.
Ma l’Oscar del giorno se lo conquista probabilmente la curiosa proposta anti-evasione di Bruno Tabacci, deputato del Centro democratico: una lotteria annuale per premiare le categorie più propense a non fatturare, tra manutenzioni domestiche (idraulici, imbianchini), servizi alla persona (parrucchieri, estetiste), professionisti (avvocati, ragionieri), alberghi e ristoranti. Chi viene estratto vince una detrazione Irpef pari al doppio dell’Iva versata.
Il tutto giustificato come incentivo – dichiara il proponente, forse in vena di paradossi alla Jonathan Swift (il polemista irlandese autore nel 1729 de la “Modesta proposta”. Dove la "proposta", causticamente satirica, era quella di usare i bambini poveri irlandesi come cibo per i ricchi, fornendo anche ricette per poterli apprezzare al meglio) – “mosso dalla propensione degli italiani al gioco”.
Risulta evidente che nel sistema neurovegetativo del ceto politico oggi siano presenti ben altre priorità rispetto all’esigenza di trarre il Paese da una stagnazione con effetti deflattivi, registrata non solo dalle tasche (vuote) degli italiani ma anche da osservatorii “neutrali” quali l’INPS e l’ISTAT.
La data del 4 dicembre catalizza ogni attenzione di chi ci governa, a prescindere dagli interessi generali del popolo italiano. Che di certo non vengono tutelati con l’eterno giochetto delle erogazioni a pioggia e delle paghette.
C’è da domandarsi se riusciremo a sopravvivere fino a quella data.

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