Vertice Mise ok sulla vertenza Piaggio

Dopo mesi di silenzio e immobilismo, ieri finalmente spiragli positivi dal vertice al Mise sulla vertenza Piaggio Aerospace, spiragli che valutiamo per quello che sono: primi passi di un

cammino ancora lungo. Al centro del "pacchetto" delle proposte governative, al vaglio domani delle commissioni congiunte Difesa di Camera e Senato, vi è la rimodulazione del finanziamento, originariamente previsto dal Governo Gentiloni di circa 766 mln per lo sviluppo del drone P2HH,  progetto che dopo la fuoriuscita del Fondo Mubadala è venuto meno. Le proposte del Governo prevedono l’impegno a intervenire con 250 mln per permettere il completamento della certificazione del P1HH e l'acquisto di 4 o 6 sistemi, per un numero massimo di 12 velivoli. Accanto a ciò è stata manifestata la disponibilità ad acquisire, da parte della Amministrazione della Difesa, un numero ancora imprecisato di velivoli civili P180, che impegnano soprattutto le maestranze della Laer H. Su questo punto, tuttavia, sarebbe stata opportuna una maggiore chiarezza e concretezza.

Ci sono quindi spunti positivi ma i "condizionali" sono ancora troppi ed è soprattutto il fattore tempo a preoccupare: se l'ok del Parlamento non arriva entro marzo, l'azienda non avrà gli strumenti per accedere alle linee di credito e, quindi, si aprirà un serio problema occupazionale, visto peraltro che gli stipendi dei lavoratori sono garantiti fino a marzo. Dopo aver tergiversato per mesi e mesi, ora i tempi sono strettissimi e si è giunti vicini alla scadenza del "fuori tempo massimo".

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