Ora Ucina è nel caos

Le dimissioni di Perotti segnano la crisi di Ucina

I primi segnali di un crac erano arrivati nel corso dell'ultimo Salone Nautico a Genova, quando due prestigiose case nautiche avevano snobbato l'evento. Poi, mettici le accuse che il mondo

dello shipping è in mano alle persone che non pagano le tasse, le defezioni dei porti di Genova e Ravenna dall'associazione, quindi le scarse attenzioni del Governo. Da qui, forse, derivano le clamorose dimissioni dell'erede del "padre padrone" di Ucina Albertoni, Massimo Perotti, il numero uno dell'Autorità Portuale di Civitavecchia. Ora toccherà alla Commissione Saggi l’avvio delle consultazioni per individuare nuovi candidati da presentare alla prossima assemblea elettiva prevista in aprile, cioè entro i novanta giorni dettati dallo Statuto entro cui il Consiglio Direttivo deve eleggere un nuovo presidente. Nel frattempo l’incarico di reggente passa al vicepresidente più anziano, che è Lamberto Tacoli, esponente del Gruppo Ferretti.
Non si sa il reale motivo di queste dimissioni, alcuni parlano di tensioni – poi smentite dallo stesso Perotti – con il presidente precedente Anton Francesco Albertoni, ora a capo de "I Saloni Nautici" (la società che, sempre sotto l’egida di Ucina, è incaricata dell’organizzazione del Salone di Genova).

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