Fincantieri sul futuro di Riva Trigoso

Lo stabilimento di Fincantieri a Riva Trigoso

“Le dichiarazioni di Fincantieri Media Relations apparse su un quotidiano locale il 25 luglio u.s., in particolare nel paragrafo riguardante il futuro dello stabilimento di Riva Trigoso

, sono inaccettabili, gratuite e generano allarme ed apprensione nel comprensorio della Val Petronio. L’affermazione ‘se poi nonostante questi numeri e l’impegno profuso, alcune parti sociali continuano a percepire Fincantieri più come un disvalore che una ricchezza, allora dovremmo evidentemente ripensare la nostra presenza sul territorio’ si commenta da sola ed è da rigettare senza se e senza ma. Per questi motivi, nella mia veste di consigliere regionale e di consigliere comunale di Casarza Ligure, lunedì mattina presenterò un’iniziativa per sollecitare il presidente della Regione affinché si faccia parte attiva per un rapido chiarimento di Fincantieri in merito a queste dichiarazioni che ritengo allarmanti. Chiederò inoltre alla Giunta di mettere in campo tutte le azioni necessarie a tutela dei lavoratori”. È quanto dichiara Claudio Muzio, consigliere regionale di Forza Italia e membro della Commissione Lavoro.

 

“Le citate affermazioni – prosegue Muzio – destano ancor più stupore se si considera che poche righe prima Fincantieri Media Relations scrive: ‘Fincantieri a Riva Trigoso occupa circa 800 dipendenti diretti, muove un indotto di oltre 1.200 lavoratori, conta su un carico di lavoro che si estende oltre il 2025 e negli ultimi tre anni ha assunto circa un centinaio di persone, ha avviato corsi di formazione specializzata e, a riprova della valenza strategica del territorio, trasferito la Direzione Meccanica da Genova’”.

 

“Voglio ricordare – sottolinea ancora il consigliere regionale di Forza Italia - che Fincantieri è un’azienda controllata a maggioranza dallo Stato. Come si può leggere sul sito internet dell’azienda, ‘il capitale sociale della Società, pari a Euro 862.980.725,70 è detenuto per il 71,6% da Fintecna S.p.A.; la parte restante è distribuita presso il mercato indistinto (salvo lo 0,28% delle azioni possedute da Fincantieri quali azioni proprie). Nessuno tra altri Azionisti privati detiene una quota rilevante superiore o uguale al 3%. Si segnala che il capitale sociale di Fintecna S.p.A. è detenuto al 100% da Cassa depositi e prestiti S.p.A., controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze per l’82,8% del suo capitale sociale’. Ricordo inoltre che la Legge Navale del 2014 ha stanziato per il rinnovamento della flotta della Marina Militare 5,4 miliardi di euro, di cui ha beneficiato anche Fincantieri. Questo stanziamento garantisce all’azienda e allo stabilimento di Riva Trigoso un carico di lavoro rilevante. I dati più recenti resi noti pochi giorni fa confermano poi il trend positivo dell’azienda, con ordini acquisiti per 6,6 miliardi di euro e ricavi in crescita del 12%”.

 

“Per tutti questi motivi, a fronte delle dichiarazioni di Fincantieri Media Relations, la politica ha il diritto ed il dovere di intervenire, esercitando il proprio ruolo a tutela dei lavoratori e del territorio e valutando tutte le azioni necessarie affinché uno stabilimento strategico per la Val Petronio ed il Tigullio, come riconosciuto dalla stessa azienda, non venga sacrificato sull’altare di motivazioni che poco hanno a che fare con l’economia. Occorre che ciascuno rispetti il ruolo di tutti gli attori in gioco, che certamente può essere criticato, ma senza atteggiamenti minatori che non producono nulla di positivo per nessuno”, conclude Muzio.

 

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