Piano e il waterfront pieno di dubbi

Il disegno elaborato da Renzo Piano traguarda una prospettiva di futuro per i prossimi anni per la zona della Foce e della Fiera del Mare e tenta di coniugare insieme nuove opportunità

nel campo turistico e dell’offerta urbana con il miglioramento della qualità ambientale e della vita. Cerca di dare coerenza ad una serie di progettualità già esistenti da tempo all’attenzione degli attori pubblici, inserisce nuovi elementi volti ad un miglioramento della vivibilità, degli spostamenti in ambito urbano, al potenziamento a fini ricreativi e turistici e della valorizzazione di potenzialità e risorse di cui la città dispone, in primo luogo il rapporto con il mare. La questione del reperimento dei finanziamenti per poter concretizzare le progettualità previste è il tema che ha suscitato più dibattito dal momento che nessun ente potrà mai disporre delle risorse necessarie per attuarle. Appare altresì evidente che per tradurre i contenuti in regole con valore normativo si dovrebbero apportare modifiche significative a diversi strumenti di pianificazione vigenti. Il disegno elaborato da Renzo Piano prevede una completa ridefinizione di questa parte dell’area litoranea con implicazioni significative sul retrostante tessuto urbano e, più in generale, sul posizionamento strategico della città. Resta da constatare come nell’urbanistica dell’era Bucci il Ponente cittadino faccia raramente capolino, anche questo è un progetto per il Levante

Francesco Gastaldi
Professore associato di urbanistica, Università IUAV di Venezia

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