Val Fontanabuona in crisi

Francesco Gastaldi, docente universitario allo IUAV di Venezia, ma attento osservatore della realtà socio-economica genovese, è intervenuto su Il Secolo XIX

edizione del Tigullio sulla crisi della Val Fontanabuona, l’area alle spalle del Tigullio, parallela alla costa, una sorta di anello di congiunzione fra Genova e Chiavari. Nell’articolo Gastaldi si è soffermato sui cambiamenti della valle che “nella seconda metà degli anni Novanta era stata definita il “Nord-Est della Liguria” proprio perché, rispetto ai territori della parte orientale del Paese aveva, in piccolo, notevoli similitudini: un tessuto economico in espansione incentrato sulla piccola e media impresa, una propensione all’export (specie su alcuni settori di nicchia), la presenza di un vivace tessuto commerciale, una propensione insita nel DNA degli abitanti a creare occasioni e opportunità di sviluppo”. Gastaldi pone alcuni interrogativi per le istituzioni locali: “Dopo vent’anni possiamo riconoscere ancora questo modello di dinamismo come elemento di successo? Questa descrizione corrisponde ancora al vero?”. Secondo il docente “basterebbe correre in auto lungo la vallata per accorgersi che forse qualcosa è cambiato, le vetrine commerciali, cresciute per essere viste dagli automobilisti di passaggio non sono tutte così sfavillanti, qualcuna nel frattempo ha chiuso, alcuni locali hanno abbassato le saracinesche in attesa che l’attività venga rilevata, ma intanto gli anni passano. Nei capannoni che costituivano il tratto più saliente di questa parte di Liguria, in alcuni casi è calato il silenzio, qualche cartello con le scritte “Affittasi” o “Vendesi” fa capolino qua e là. In attesa di analisi più sistematiche e di dati più esaustivi sui principali indicatori economici dell’area, troviamo indizi e fenomeno in sicura evoluzione. Gli indizi, anche visivi, che troviamo, non sembrano lasciare addito a dubbi, chiusure, delocalizzazioni, spostamenti di piccole aziende, fallimenti, hanno depositato sul territorio molti contenitori vuoti (locali a piano terra, capannoni, vetrine commerciali) o inutilizzati o sottoutilizzati. Dieci anni di crisi economica non hanno tralasciato un ambito ricco e dinamico, forse negli anni Ottanta e Novanta la vallata ha corso velocemente, ma non ha saputo nello stesso tempo adeguare il motore alle nuove esigenze e non ha più la corsa lanciata di un tempo”. Gastaldi chiude osservando come li attori locali e le istituzioni non abbiano saputo cogliere alcuni importanti segnali di crisi.

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