Decreto Genova per il Morandi, le lacune

Secondo le opposizioni di centrosinistra presenti in Regione Liguria e a Tursi, in particolar modo il Pd, il “Decreto Genova” si dimostra uno strumento inadeguato. Oggi, per esempio, la Giunta

regionale ci aggiorna sui risarcimenti delle aziende della zona rossa e della zona franca. E scopriamo che a quasi un anno dal crollo del Morandi sono appena 57 le imprese che hanno ricevuto un ristoro dei danni subiti sulla base dell’articolo 4 (riduzione del fatturato) a fronte di 363 domande e di 1350 aziende danneggiate (anche se quasi mille di loro non hanno potuto presentare la richiesta proprio per i tanti errori contenuti nel provvedimento del Governo).
Poi, molte imprese, più che con una diminuzione del fatturato, hanno dovuto fare i conti un fortissimo aumento dei costi (per esempio di spostamento), voce che il Decreto non contempla.
Insomma, il Decreto Genova sta mostrando tutta la sua inadeguatezza. A farne le spese sono cittadini, lavoratori e imprese già duramente provati dal crollo del ponte Morandi e che, dopo dieci mesi, non hanno ancora visto alcun passo avanti significativo.

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