Sul rendiconto esercizio 2019 regione Liguria

Il palazzo della Regione Liguria

“Sul Rendiconto generale per l’esercizio 2019, abbiamo già avuto modo di analizzare i dati: la matematica, come sottolineato anche dalla Magistratura contabile, evidenzia

una politica disastrosa e deludente. Al netto dei numeri, tuttavia, ho provato a fare un bilancio di questi 5 anni, soffermandomi punto per punto sul programma e in particolare sulle promesse elettorali fatte da Toti nel 2015. Ebbene, anche qui il giudizio di fine legislatura è deprimente: rilevo infatti che, a fronte delle ingenti somme spese, i cittadini liguri non hanno beneficiato dei servizi promessi e di riflesso la qualità della loro vita non è affatto migliorata”. 

“Ad esempio, il centrodestra aveva promesso di sviluppare i rapporti internazionali della Liguria, nell’ottica immaginiamo di dare maggiore linfa agli scambi commerciali in generale e al turismo in particolare. Che ne è stato di questo progetto? Al di là di un selfie del Governatore con il colbacco in occasione di un viaggio istituzionale in Russia, non ho trovato spunti interessanti e soprattutto risultati tangibili. Morale: zero elementi innovativi per l’economia della nostra regione”.

 

“Che dire della promessa di una maggiore trasparenza delle Società controllate? Anche qui, innovazione non pervenuta. Anzi, i problemi del passato restano irrisolti. Così come non v’è traccia della promessa spesa per la semplificazione della pubblica amministrazione. E la riforma del Trasporto pubblico locale? Altro impegno disatteso: l’aver demandato tutte le responsabilità alle Province, ha solamente messo queste in difficoltà, senza risolvere le criticità. Fallimentare anche la politica di housing sociale, che non ha portato a casa quanto ci si aspettava, cioè assicurare a un numero maggiore di liguri bisognosi un alloggio dignitoso”.

 

“Male, malissimo poi il capitolo Sanità, dove sono state disattese tutte le promesse. Qualità delle prestazioni, efficienza, investimenti, azioni di contrasto alle fughe di pazienti fuori regione? Non pervenuti. Unica “innovazione” è stata l’istituzione di A.Li.Sa, ma in negativo perché questa ha di fatto generato costi anziché vantaggi, impoverendo le aziende ospedaliere. Stando al programma, avremmo dovuto assistere alla riorganizzazione sociosanitaria, di cui però a oggi non v’è traccia”.

 

“Le politiche a sostegno della famiglia? Non pervenute. Il Piano rifiuti? Denota una visione miope del futuro: anziché consegnarci una progetto capace di pianificare concretamente i prossimi 20 anni, siamo ancora all’anno zero! Grottesco poi il capitolo ambiente: possiamo forse accogliere positivamente una “politica ambientale” che punta su scavi e movimentazione terra? In merito, poi, ricordo anche la disastrosa legge sui Parchi, sbagliata sia politicamente che giuridicamente: non a caso la Consulta l’ha dichiarata illegittima”.

 

“Morale: il rendiconto di questi 5 anni è fallimentare soprattutto dal punto di vista della coerenza tra ciò che è stato proposto e promesso e quanto invece è stato realizzato”, conclude Melis.

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