Regione Liguria, cassa per 7440 lavoratori

La Regione proroga per i primi sei mesi del 2013 la cassa integrazione per 7440 lavoratori, ma le risorse previste per ora dal Governo non basteranno.

 

La crisi è ancora molto forte, non molla: i numeri della cassa integrazione, della mobilità e soprattutto della disoccupazione non lasciano spazio a dubbi. Dal 2009, anno dell''accordo tra 23 sottoscrittori del territorio, i numeri del ricorso agli ammortizzatori sono sempre aumentati. Attualmente sono 7440 i lavoratori in cassa integrazione, 823 quelli in mobilità, ma sono molte le richieste in attesa di essere vagliate. I disoccupati al secondo trimestre 2012 risultano 25mila in più rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente; il tasso di disoccupazione è passato dal 4,4% all'8%.

La Regione, modificando l'accordo del 2009 che consentiva il ricorso agli ammortizzatori fino al 31 dicembre 2012, ha prorogato di altri sei mesi, dando ormai per certo l'accordo a livello nazionale che nel 2013 estenderà la mobilità in deroga fino al 2016. Ma le risorse sono comunque poche: la previsione di trasferimenti nazionali per il 2013 è di un miliardo di euro complessivi, di cui 200 rimarranno in capo al Ministero per le aziende plurilocalizzate (quelle che hanno sedi in più regioni). Dei rimanenti 800 milioni alla Liguria ne arriveranno circa 20: “sono un terzo delle risorse che abbiamo speso nel 2012 - spiega l'assessore al lavoro Enrico Vesco (foto) - così siamo costretti come minimo a ridurre il periodo di concessione del beneficio da un anno a sei mesi, ma non basterà ancora. Dobbiamo mettere in atto una forte presa di posizione politica: un tema così rilevante in un momento di crisi come gli ammortizzatori non può avere risorse blindate ma deve averle a disposizione per dare risposte a tutti”.

Non ci sarà più la parte di risorse che veniva dal Fse, fondo sociale europeo, “ma questo è corretto - spiega ancora Vesco - perché quelle risorse per essere impiegate negli ammortizzatori dovevano essere vincolate, in buona parte, alla formazione. Ora non ci sarà più l'obbligo, per ricevere il sussidio, di fare la formazione corrispondente: sarà solo un'opportunità lasciata alla discrezionalità del lavoratore”. 

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