Il porto di Gioia Tauro alletta la Maersk Line

Il porto calabrese di Gioia Tauro fa gola ai nordici della Maersk Line che puntano dritti sul dragaggio dei fondali dello scalo del Sud Italia per porre la propria bandierina. Infatti, l’Autorità

portuale di Gioia Tauro si è aggiudicata i lavori di manutenzione ordinaria triennale dei fondali. L’obiettivo è di mantenere i 18 metri di profondità del canale. Inserito nelle principali tratte internazionali di navigazione, il porto di Gioia Tauro risponde alle esigenze di mercato che richiedono profondità di fondali necessarie per dare accesso ai cosiddetti giganti del mare dotati di capacità superiore ai 20mila teus. Con i suoi 18 metri di profondità di canale, e grazie anche alla sua posizione baricentrica nel bacino del Mediterraneo, lo scalo calabrese è stato inserito nelle toccate di riferimento delle tratte internazionali dell’alleanza armatoriale 2M, costituita dalle due compagnie del trasporto marittimo containerizzato Maersk Line e Mediterranean Shipping Company. Da aprile scorso fino al prossimo ottobre, ogni settimana fanno scalo al porto di Gioia Tauro portacontainer di 400 metri di lunghezza, 60 di larghezza, con capacità di portata superiore ai 19 mila teus.


Del valore di oltre 2,5 milioni di euro il programma prevede sei interventi per ogni annualità e punta allo spianamento delle dune sottomarine. Dai risultati di un’approfondita analisi batimetrica sui fondali, è stato, infatti, constatato che le dune vengono, principalmente, create dall’azione dinamica delle eliche delle navi durante le manovre di partenza ed attracco alle banchine portuali, che spostano masse di sabbia da un punto all’altro del bacino. Da cronoprogramma verrà effettuato un intervento ogni due mesi, organizzato in base a diverse tipologie di esigenze. Annualmente, il progetto prevede due interventi di spianamento con draga autocaricante ed autorefluente ed altri quattro di spianamento, anche, con mezzo diverso dalla draga. Senza alcuna asportazione di materiale sabbioso, le operazioni non avranno limiti quantitativi e dovranno essere eseguiti garantendo una produzione giornaliera, in termini di volume complessivo di materiale da livellare, non inferiore a 6mila metri cubi al giorno, se effettuate con draga, e non inferiore a 3mila metri cubi giornalieri con altro mezzo marittimo. Ad ogni intervento corrisponderà un rilievo batimetrico propedeutico ad accertarne la buona riuscita dei lavori. In base alle esigenze riscontrate, il progetto include, infatti, la possibilità di livellare i fondali in un’area del canale più estesa e non solo lungo il bacino portuale adiacente le banchine.

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