Le carenze della piattaforma di Vado Ligure

La nuova piattaforma di Vado Ligure, una delle opere portuali più importanti a livello nazionale, verrà inaugurata fra due mesi senza poter contare sulle infrastrutture a terra, necessarie

alla movimentazione delle merci che i grandi carghi in attracco dovranno veicolare. L’attacco del Pd alla giunta Toti è spietato, come si legge nella nota.

La nuova strada di scorrimento, i nuovi varchi doganali, la messa a punto del raccordo ferroviario, il nuovo casello di Bossarino e la messa in sicurezza dei corsi d’acqua che conferiscono nella zona della piattaforma sono tutte opere indispensabili e urgenti, che, ad oggi, hanno accumulato un ritardo che, per in alcuni casi, arriva addirittura a due anni, rispetto al cronoprogramma iniziale.

Toti, l’assessore Benveduti e l’ex assessore ed ex viceministro Rixi pare se ne rendano conto solo adesso. A due mesi dall’inaugurazione della piattaforma. Dov’era in questi 4 anni e mezzo di governo regionale di centrodestra (con la Lega che, fino a poche settimane fa, governava anche il Paese)?

Adesso Toti vorrebbe aprire i cantieri anche di notte e far lavorare gli operai 24 ore su 24. Ma il ritardo resta enorme. Lo stesso presidente della Giunta ligure ammette che ci vorranno da 24 a 36 mesi per completare tutte e le opere viabilistiche e nel frattempo come potrà operare al meglio la nuova piattaforma di Vado e in che modo la viabilità ordinaria del territorio potrà sopportare il carico di traffico aggiuntivo? Una delle criticità più forti è la strada a scorrimento ceduta in via provvisoria dal Comune di Vado all’Autorità Portuale per consentire il transito dei mezzi pesanti, in attesa che le opere collegate alla piattaforma siano completate. Il rischio è che ci siano forti ripercussioni sulla viabilità cittadina.

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