P. Morandi, si studiano alternative per il porto

Anche gli spedizionieri genovesi sono pienamente coinvolti nei tavoli tecnici attivati dall'Autorità Portuale e dalle amministrazioni locali per ridurre i problemi

al porto dopo il crollo del ponte Morandi dell'A10.
L'attività di Spediporto si sta dispiegando a diversi livelli. Per quanto riguarda la circolazione dei camion si è valutato, insieme con gli autotrasportatori e al Comune di Genova, la possibilità di recuperare la strada settentrionale dello stabilimento Ilva (entro il 15 settembre dovrebbe essere completata, sono già partiti i lavori ieri) per consentire la circolazione dei veicoli pesanti da Levante a Ponente e per attuare il trasferimento di container tra i bacini di Sampierdarena e del VTE, evitando sia la viabilità cittadina, sia il lungo giro tramite le autostrade A26 e A7. Questa soluzione richiede l'approvazione da parte dell'Ilva, che è già avvenuta su pressione del governo, e delle amministrazioni locali, vedi il Comune di Genova e la Regione Liguria, e non comporta lavori impegnativi. Bisogna aprire un varco sul porto e svolgere alcune opere funzionali al transito dei camion, lavori che si possono completare in un paio di settimane.

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