Treni regionali in Liguria, che pasticcio!

Se da un lato il Governo, attraverso il Ministro Roberto Speranza, impone ancora il distanziamento sui treni Freccia Rossa e Freccia Bianca e Freccia Argento, su quelli regionali

vi né ancora libera facoltà regionale, come se il Covid colpisce solo i passeggeri delle Frecce…
Presso atto del parere del comitato tecnico scientifico che si è espresso negativamente sull’eliminazione del distanziamento a bordo dei treni sull’alta velocità, e della successiva ordinanza del Ministero della Salute, che ribadisce l’obbligo di distanziamento di un metro fra singoli viaggiatori, il Governatore ligure Giovanni Toti e l’assessore regionale Gianni Berrino stanno subendo pressioni per ritirare l’ordinanza regionale che poneva fine al distanziamento sui treni regionali per i posti a sedere e quindi di rispettare le restrizioni indicate dal ministro Speranza. Non esistono cittadini di seria A e cittadini di serie Z. I pendolari e i lavoratori dei treni regionali hanno lo stesso diritto alla sicurezza dei viaggiatori e dei lavoratori dei treni ad alta velocità.

 

I fatti evidenziano come ci sia un concreto rischio che i viaggi in treno contribuiscano alla ripresa dell’epidemia o creino altri focolai. Non tenerne conto è da irresponsabili. Poiché al momento non sembrano sufficienti i richiami alla responsabilità individuale, chiediamo un piano di interventi concreto con personale dedicato nelle stazioni per regolare l’afflusso dei viaggiatori sui mezzi, l’implementazione di un sistema di prenotazione obbligatoria anche per i treni del trasporto regionale, la messa in campo di ogni mezzo che consenta l’aumento dei posti offerti dei singoli convogli, nonché l’aumento in generale dei treni in Liguria, visto il notevole afflusso di utenti, anche a seguito dei problemi sulla viabilità autostradale, che impedisce il rispetto del distanziamento.

Alla Liguria serve un piano di emergenza per il trasporto pubblico.

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