Se un tempo Alitalia era uno dei principali, se non il più importante, vettore presente nell’hub genovese del “Cristoforo Colombo” a Sestri Ponente, ora la sua presenza

sta diventando quasi marginale. In primis per la crisi registrata tra il 2009 ed il 2010, e poi per il boom delle compagnie low cost. E così, si torna prepotentemente a discutere, in questi giorni di festa, di una possibile cessione. Dopo la clamorosa bocciatura da parte dei lavoratori del piano di ristrutturazione con il referendum di fine aprile, si è chiusa la stagione, che pure tante speranze aveva  destato, targata Etihad, e la compagnia è in amministrazione  straordinaria dal 2 maggio scorso. La missione della terna  commissariale, composta da Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano  Paleari, è quella di vendere la compagnia. La procedura è nel vivo.

Sono scese in campo per Alitalia, con offerte  vincolanti, big come Lufthansa ed EasyJet. Non sono ancora chiari i  tempi dell’operazione: l’obiettivo è quello di chiudere entro le  elezioni politiche o anche prima. Ma, come è avvenuto nel 2008, un  dossier come quello di Alitalia in campagna elettorale rischia di  essere molto spinoso. Intanto, sul fronte operativo e industriale,  Alitalia sembra tirare un sospiro di sollievo. Sta recuperando sul  fronte dei ricavi e, intanto, prepara il 2018 con nuove destinazioni  di lungo raggio. Ma, come ammonisce Gubitosi, “la compagnia sta meglio ma non sta ancora bene”. Insomma, il volo è ancora lungo.