L’ultimo fronte si è aperto soltanto lunedì e, paradossalmente, quasi per caso. Chiamati a confrontarsi sui contratti di solidarietà (in scadenza a settembre), i rappresentanti

della Rsu dell’Ilva di Cornigliano si sono sentiti dire dalla direzione del personale, a conclusione dell’incontro in Confindustria, che l’azienda non sarà più in grado di garantire i numeri occupazionali previsti dall’accordo di programma. Una precisazione: ai tempi dell’accordo di programma i dipendenti erano 2.200. Oggi, fra prepensionamenti e uscite volontarie, si è scesi a 1.750, ma appunto senza soluzioni traumatiche e solo ricorrendo agli ammortizzatori sociali. La crisi, che certo non risparmia il mercato siderurgico, spinge ora a rivedere anche questi numeri. Ma è chiaro che se realmente dovesse riaprirsi il confronto sull’accordo di programma, giudicando lo stesso ormai superato, allora partirebbe in parallelo anche una riflessione sulle aree date in concessione al gruppo Riva, un milione di metri quadrati affacciati sul mare.
Sulla questione intervengono i due deputati genovesi del Pd, Mario Tullo e Lorenzo Basso, che hanno presentato una interrogazione al Ministro dello Sviluppo Economico sull’Ilva di Cornigliano.