Marzo è già finito ma i 3.917 lavoratori liguri in mobilità e cassa in deroga non hanno ancora ricevuto nessun pagamento relativo al 2013. Per il momento le risorse disponibili ammontano a 14,2 milioni

che bastano appunto fino alla fine di marzo, ma i pagamenti sono autorizzati fino a fine febbraio.

Una situazione critica che si è creata per l’enorme aumento del ricorso alla cassa integrazione in deroga: in Liguria era in media dell’1,7% sul totale degli occupati, ora è schizzata al 3%. La ripartizione a livello nazionale fatta dalla Conferenza Stato Regioni, però, ha tenuto conto soltanto delle serie storiche. Come se non bastasse una crisi che non accenna a finire e mette a dura prova tutte le aziende, soprattutto quelle medio piccole, sono venute a mancare anche altre risorse che dovevano servire a incrementare il fondo nazionale, come quelle dei fondi comunitari non spesi che avrebbero dovuto essere destinate al sud alleggerendo un po’ il carico sulle altre regioni.

Servirebbero dunque altri 50 milioni per il 2013. In una delle prossime giunte dovrebbe essere deliberata l’autorizzazione all’Inps a pagare con le risorse attualmente a disposizione. Poi occorrerà trovarne altre in altri modi, perché il tetto di spesa stabilito dalla Conferenza Stato Regioni non può essere sforato. La Liguria avrebbe anche 24 milioni di fondi residui per ammortizzatori sociali dal 2012, ma sono già stati destinati alle regioni con residuo passivo. La Regione incoraggerà le aziende a chiedere i contratti di solidarietà. Anche Amt potrebbe farlo, per fare un esempio, ma sono soprattutto i contratti di “tipo B”, quelli destinati alle piccole aziende, che potrebbero risolvere molte situazioni delicate. Non sono molte le risorse disponibili a livello nazionale (35 milioni) ma verranno distribuite.

REGIONE LIGURIA – GIORNALE DELLA GIUNTA