Ingorgo passaporti, Cordeglio (Assoviaggi): “I tour operator liguri hanno perso 4 milioni”

Da disagio per la cittadinanza a danno per le imprese del turismo. L’ingorgo passaporti ha fatto saltare fino ad oggi circa 80mila viaggi organizzati, con circa 150 milioni di euro di mancate vendite per il sistema italiano delle agenzie di viaggio. È quanto emerge da un sondaggio condotto sulle agenzie di viaggio da Assoviaggi, l’associazione del turismo organizzato di Confesercenti.

Quasi nessuna delle agenzie si è salvata: il 96,5% segnala problemi, e ha visto lievitare da poco più di due settimane a oltre cinque il tempo necessario per riuscire a fissare un appuntamento al fine del rilascio del passaporto nella propria provincia. Un caos che ha portato a disdette e mancate prenotazioni o rinvii a data da destinarsi da parte dei viaggiatori: il 39,7% delle imprese riporta di aver visto sfumare fino a 10 viaggi individuali o di gruppo, il 46,1% tra 10 e 30; ma c’è anche un 10,6%, che segnala di averne persi oltre 30. Complessivamente, ne sono saltati in media 7 per agenzia, per circa 13mila euro di vendite non effettuate.

In Liguria, in particolare, le agenzie di viaggio sono 313 a fronte delle 345 che si contavano nel 2020, e stimano che, per il caos passaporti, sono già saltati circa 2200 viaggi, per una perdita di fatturato nell’ordine dei 4 milioni di euro.

«Le cause principali di questa situazione sono da ricercare nel Covid e nella Brexit – spiega Emilio Cordeglio, presidente Assoviaggi Liguria -: la pandemia ha fatto sì che si accumulassero le pratiche di rinnovo dei passaporti scaduti negli ultimi due anni, e che molti avevano aspettato di rinnovare nell’attesa che, appunto, fosse possibile tornare a viaggiare; e a congestionare ulteriormente il lavoro delle questure si è aggiunto il boom di richieste di quanti, con l’uscita del paese dall’Unione europea, non hanno più potuto recarsi nel Regno Unito semplicemente con la loro carta di identità».

«È dunque necessario modificare il sistema di prenotazione dei passaporti stessi e incentivare l’invio in forma digitale della documentazione necessaria al loro rilascio. Ed è evidente – conclude il presidente regionale Assoviaggi – che gli Open Day, pur apprezzando lo sforzo delle questure, anche liguri, non rappresentano una soluzione, perché servono solo a produrre nuovi ingorghi. Occorre dunque accelerare sugli investimenti tecnologici della pubblica amministrazione, per arrivare ad una maggiore efficienza informatica, che nel caso di documenti personali, deve seguire l’esempio dell’anagrafe nazionale digitale, via maestra del miglioramento dei servizi ai cittadini in un paese europeo».

LIGURIAECONOMY TV

Intervista all’europarlamentare Marco Campomenosi

Intervista all’imprenditore Sebastiano Gattorno

Intervista al presidente di Porto Antico Mauro Ferrando